Renato Fuccini

Biografia

"Biografia in aggiornamento"

Dicono Di Lui...

"di.... dal Libro..."

L'antologia del pittore e amico Renato Fuccini alla quale sono personalmente onorata di partecipare, altro non è se non la raccolta di un percorso attraverso il quale l'artista si scopre, mette a nudo il suo essere più intimo e lo fa con una forza e una appassionata abilità pittorica che non lascia indifferente chi la osserva. Fuccini cambia e si trasforma in una sorpresa continua; è uno sperimentatore che evolve lungo tutta la sua vita artistica in una sempre maggior ricerca, nutrito dalla voglia da comunicare ciò che nella sua mente, nella sua anima giace silente, ma che necessita di prendete forma e così evidenziarsi.

Possiamo definirla una sorta di “Epifania": si tratta infatti di palesare ciò che insito nell' animo e che solo la mano dell'artista riesce a rendere visibile. Fuccini dipinge, e dipinge con foga, tanto da non cambiare quasi mai il pennello: pare che metaforicamente, il pensiero sgorghi come un rivolo incessante che fluisce senza poter essere fermato, come se variando lo strumento l'idea creativa potesse venir meno. Il suo dipingere è un flusso di pensieri e sensazioni atte a riscoprire se stesso per manifestarsi al mondo.

ln questa sua evoluzione catartica (che ha un sapore prettamente aristotelico) Fuccini non viene mai meno a se stesso, non scende a compromessi nè con l'ambiente esterno, che propone e impone determinati stili artistici di facile comprensione, nè con le richieste di un mercato più commerciale e ben poco personale, Fuccini deve fare ciò che sente, non ciò che vede. L'osservazione della natura e della realtà, fatta per anni in sella al suo motorino con cavalletto al seguito, non può prescindere dal suo vedere, che deve necessariamente determinare e caratterizzare il soggetto che intende raffigurare. La natura diventa così espressione esplicita del suo sentire e del suo bisogno di comunicare; viene trasfigurata attraverso il filtro del suo cuore; così un tratto può cancellare tutto o far riemergere tutto, modificandolo inesorabilmente. Un tocco di pennello guidato dal suo essere può far emergere quello che è chiaro nella mente dell'artista, ma che è anche celato nell''occhio di un ignoto osservatore, non ancora scoperto, non ancora svelato ma portato alla luce secondo il fine ultimo della sua pittura.

 Nei quadri di Fuccini il ruolo giocato dalla figura femminile è decisamente importante: la donna viene abbracciata nel suo essere etereo ma anche terreno, nel suo ruolo di madre, di sposa o di amante senza dimenticare la sua essenza femminile, le sue opere mostrano donne profonde, calate nel reale, che affrontano la vita e ciò che essa contiene con trasporto e forza. Ne è un grande esempio la raffigurazione de “La madre" è un'opera ricca di pathos, di intimo dolore e di commovente realismo, in cui la donna appare in tutta la sua fragilità. La donna è per il pittore l'esempio più alto e sublime di erotismo e sensualità, ma che mai sfocia nella volgarità, è una delicata essenza che però sa apparire anche come sensuale entità. L'occhio esperto dell'artista mette in risalto e scopre tali aspetti con sincero rispetto, rimarcando in modo delicato e gentile l'immaginario che il corpo femminile può suscitate. La donna di Fuccini altro non è che la Beatrice di un artista innamorato della femminilità e della vita, aspetti ontologici alla donna, creatrice e portatrice di amore.

 La moglie da sempre amata Musa ispiratrice, prima attenta critica delle sue opere, rivive nell'appassionata delicatezza e nella discreta sensualità delle donne ritratte da Fuccini. Esse vengono riprese anche in attimi intimi, privati, ma sempre con estrema delicatezza, pudore e timida curiosità. Per lo stesso motivo i nudi proposti dal pittore potrebbero senz'altro essere esposti in una chiesa e, parere femminile, lusingare la donna che ne avesse la visione. ll corpo femminile appare nella sua sacralità, come scrigno della vita e della gioia, come fonte di umanità, dolcezza, sensualità e...naturalezza.

 ln questo aspetto sta forse la religiosità di Fuccini: come Rouault, il quale carica di valenza religiosa la natura e i personaggi che ritrae, scoprendo in questi il volto più terreno e umano del divino, cosi Fuccini regala valore divino alle sue creazioni naturali e umane quasi fossero espressione purissima della perfezione e dell'amore.