Marco Dente

Marco Dente

Ravenna 1496 – Roma 1527

Detto Marco di Ravenna, e non Silvestro di Ravenna come da taluni erroneamente indicato in base al monogramma RS, che va interpretato come Ravenates Sculpsit (NON COME IN MOLTI PENSANO RAFFAELLO SANSIO) o Sculptor ( le molte altre stampe, che gli si attribuiscono sono raggruppate sulla base della sigla “SR” – che il Vasari disse essere “il segno di Raffaello”, adottato dal D. come proprio – o della lettera “R” che le contrassegna, interpretate rispettivamente come “Scultore Ravegnano” o “Ravegnano”, non senza discussione tra i cultori di stampe), appartiene ad un’antica famiglia patrizia. Marco è nato a Ravenna nel 1493 ca. ed è ucciso nel Sacco di Roma del 1527, come documentato dallo Zani e da  Carrari nel 1581. Nella città pontificia Marco era giunto, forse nel 1510, per lavorare nella bottega del Baviera, ovvero Bavero dè Carrocci, accanto a Marcantonio Raimondi e Agostino Veneziano ( Agostino De MUsi ). A Roma, il ravennate oltre a tradurre i grandi esempi della statuaria classica si dedica essenzialmente alla riproduzione dei disegni del Sanzio sull’esempio di quanto andava  facendo il Raimondi. Singolare incisore, Marco è il vero innovatore della scuola di Marcantonio con le sue stampe “pittoricamente complete” realizzate a volte in epoca antecedente a quella di Marcantonio.  Gode di gran credito sin da principio, come dimostrano le testimonianze, tra le più precoci a riguardo  della storia dell’incisione, di Giovan Francesco Doni (1549) e di Giorgio Vasari (1550 e 1568), per il quale ultimo, nel 1550 il D. figura come l’unico incisore degno di essere menzionato tra gli “infiniti” che operarono nella scia di Marcantonio. L’unica sua opera firmata per esteso – “Marcus Ravenas” – è la stampa con raffigurazione del gruppo scultoreo ellenistico con Laocoonte e figli (oggi al Vaticano), nelle condizioni in cui il marmo si trovava subito dopo il rinvenimento avvenuto nel 1506 (Bartsch, XIV, 1813, n. 353). Al Dente il Bartsch assegna sessantadue soggetti aumentati dal Passavant a sessantaquattro. Importanti opere da lui incise a bulino (il Trono di Nettuno di Ravenna, il Laocoonte, ecc.) e composizioni di Raffaello  (Ratto di Elena; Trionfo di Bacco), Giulio Romano (Lotta di Darete ed Entello; Allegoria della forza d’animo),  B. Bandinelli (Strage degli Innocenti), F. Salviati, ecc.

By Uto Datodi.

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Marco Dente

Ravenna 1496 – Roma 1527

Said Marco di Ravenna,  and not Silvestro of Ravenna as some mistakenly indicated on the basis of RS monogram, which must be interpreted as Ravenates sculpsit (NOT IN HOW MANY THINK RAPHAEL SANSIO) or Sculptor (The many other prints attributed to him are grouped based on the letters “SR” – that Vasari said was “the sign of Raphael”, adopted by D. as his – or the letter “R” that marks respectively interpreted as “Sculptor Ravegnano” or “Ravegnano” not no discussion of amateur prints), belongs to an ancient and noble family. Marco was born in Ravenna in 1493 ca. and is killed in the Sack of Rome in 1527, as documented by Zani and by Carrari in  1581. In the papal city Marco had come, perhaps in 1510, to work in the workshop of Bavaria, namely lapel dè Carracci, next to Marcantonio Raimondi and Agostino Veneziano (Augustine De Musi). In Rome, the Ravenna in addition to translating the great examples of classical sculpture is dedicated primarily to reproduction of Raphael’s drawings on the example of what Raimondi was doing. Singular engraver, Marco is the Marcantonio school true innovator with his complete “pictorially prints” made sometimes in time before the time of Marcantonio. It enjoys great reputation from the beginning, as shown by the evidence, including the earliest about the history of engraving, by Giovan Francesco Doni (1549) and Giorgio Vasari (1550 and 1568), for which last, in 1550 the D. figure as the only engraver worthy of being mentioned among the “infinite” that operated in the wake of Marcantonio. His only work signed in full – “Marcus Ravenas” – is the press with a representation of Hellenistic sculpture Laocoön and with children (now in the Vatican), in the conditions in which the marble was immediately after the discovery occurred in 1506 (Bartsch , XIV, 1813, n. 353). To Dente Bartsch gives sixty-two subjects  increased to sixty-four subjects by Passavant. Important works he engraved chisel (the Throne of Neptune of Ravenna, the Laocoön, etc.) and compositions by Raphael (Rape of Helen; Triumph of Bacchus), Giulio Romano (Fight of Dares and Entello; Allegory of fortitude ), B. Bandinelli (Massacre of the Innocents), F. Salviati, etc.

By Uto Datodi.

Marco Dente

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