Antonio Salamanca o Martinez de Salamanca

Antonio Salamanca o Martinez de Salamanca (Salamanca, 1479 – Roma, 1562), è stato un editore, stampatore e libraio spagnolo, stabilitosi a Roma. Ha avuto un passato a Milano, ci sono prove, al contrario, sull’origine Salmantino dell’iscrizione sepolcrale che era fino al XVIII secolo, sulla sua lapide nella chiesa della Basilica di San Lorenzo in Damaso. Sembra che si stabilì a Roma attorno al 1509/10, quando si sposò con una donna italiana e sicuramente romana. Nel 1517 ha aperto la sua libreria e bottega in Campo de’ Fiori a Roma: è citato nel registro dell’anno stesso anche come bibliotecario e insegnante. Il successo economico della sua casa editrice è arrivato nel 1526-1527 censimento Clementino, il che indica che nel suo laboratorio ha avuto nove dipendenti (dichiarati in bottega). Nel 1546 è entrato nell’Accademia dei Virtuosi del Pantheon, ed è stato raggruppato con i maggiori pittori romani. Come editore si inserisce in un ruolo di primo piano nella diffusione di opere  letterarie spagnole in Italia. Inizia i lavori per stampare la sua costa Amadigi di Gaula nel 1519, seguita da edizioni  di La Celestina (1520), cavaliere La Sergas molto virtuoso Splandiano (1525), il libro dell’imperatore Marco Aurelio d’oro,  Eloquentissimo di Antonio de Guevara (1531) e le opere di alcuni dei Boscan e Garcilaso de la Vega nell’edizione romana del 1547, stampata in lingua castigliana; la sua attività editoriale, tuttavia, era rivolta in primo luogo alla pubblicazione di  Engraving (grande qualità) e libri illustrati, in alcuni casi, insieme ad altri Editori e Librai; pubblicò la storia della composizione del corpo umano di Juan Valverde de Amusco (Roma, 1559), riccamente illustrato con incisioni di Nicolas Beatrizet, per questo è stato associato con l’editore di origine francese Lafreri Antonio. Nel 1532, con i disegni, materiale da  intaglio e schizzi che erano appartenuti a Marcantonio Raimondi, tra cui molti disegni di Rafael, pubblica la prima delle sue collezioni di stampe, composta da 32 incisioni di soggetto mitologico.  La partnership con Lafreri, è continuata dopo la sua morte col figlio Francesco,  e ha determinato un maggior impegno per la modifica di stampe e vedute di Roma e dei reperti  archeologici che sono stati contemporaneamente ritrovati, oltre a mappe e vedute topografiche, molte delle quali raccolte in seguito in speculum Romanae Magnificentiae di Lafreri pubblicato da Lafreri nel 1575. Dal secondo decennio del sec. 16º fu associato con Antonio Blado, insieme al quale pubblicò il Breviario Quinones (1535). E ‘possibile che egli fosse abile disegnatore e personalmente prese in carico la ristampa di alcune lastre incise che lui ha curato, come si evince dalle parole “quod Antonius Salamanca potuit imitatus exculpsit 1546”, ai piedi di un timbro che riproduce Misericordia del Vaticano Michelangelo, firmato con le iniziali NB Nicolas Béatrizet (detto Il Beatricetto). By Uto Datodi


Antonio Salamanca or Martinez de Salamanca (Salamanca, 1479 – Rome, 1562), was a publisher, printer and bookseller Spanish, who settled in Rome. He has had a past in Milan, there is evidence, on the contrary, on the origin burial enrollment Salmantino that was until the eighteenth century, on his tombstone in the church of the Basilica of San Lorenzo in Damaso. It seems that he settled in Rome around 1509/10, when she married an Italian and definitely Roman woman. In 1517 he opened his bookstore and shop in Campo de ‘Fiori in Rome: it is mentioned in the register of the same year also as a librarian and teacher. The economic success of his publishing house came in 1526-1527, Census Clementino, indicating that in his lab had nine employees (declared in the shop). In 1546 he entered the Virtuosi of the Pantheon, and was grouped with the major Roman painters. As the editor is part of a major role in the spread of Spanish literary works in Italy. He begins  printing its coast Amadigi of Gaul in 1519, followed by editions of La Celestina (1520), Knight The very virtuous Sergas Esplandian (1525), the book Emperor Marcus Aurelius golden, eloquent of Antonio de Guevara (1531) and the works of some of Boscan and Garcilaso de la Vega Roman edition of 1547, printed in Castilian language; his editorial work, however, was directed primarily to the publication of Engraving (high quality) and illustrated books, in some cases, along with other Publishers and Booksellers; He published the story of the composition of the human body of Juan Valverde de Amusco (Rome, 1559), richly illustrated with engravings by Nicolas Beatrizet, for this he has been associated with the editor of French origin Lafreri Antonio. In 1532, with the drawings, carving material and sketches that had belonged to Marcantonio Raimondi, including many drawings of Rafael, he published the first of his collections of prints, made up of 32 mythological carvings. The partnership with Lafreri, continued after his death with his son Francis, and led to a greater commitment to the change of prints and views of Rome and the archaeological remains that have been found at the same time, as well as topographic maps and views, many of which collected later in speculum Romanae Magnificentiae of Lafreri, published by Lafreri in 1575. From the second decade of the century 16º was associated with Antonio Blado, with whom he published the Breviary Quinones (1535). It is possible that he was skilled draftsman and personally took charge of the reprint of some engraved plates that he has cured, as evidenced by the words “quod Antonius Salamanca potuit imitatus exculpsit 1546”, at the foot of a stamp reproducing Mercy of the Vatican Michelangelo , signed with the initials NB Nicolas Beatrizet (called The Beatricetto). By Uto Datodi

Antonio Salamanca o Martinez de Salamanca

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